L’ansia è una manifestazione corporea che consiste in una risposta di stress fisiologica e transitoria, caratterizzata da un’elevata attivazione (arousal) del sistema nervoso.
È uno stato di allerta e di ipervigilanza che non preoccupa se è circoscritto, momentaneo e controbilanciato da momenti di relax e recupero, in cui i parametri corporei ritornano in equilibrio.
L’ansia diviene un problema psicologico quando è frequente nell’arco delle ventiquattr’ore, quindi anche durante le ore notturne, e si protrae a lungo nonostante la scomparsa degli stressor.
Quando questo stato permane per almeno 6 mesi, si tratta di Disturbo d’Ansia Generalizzata (DAG).
Le manifestazioni dell’ansia transitoria
Le manifestazioni più comuni di uno stato d’ansia transitorio sono:
- preoccupazione o attesa apprensiva
- difficoltà di concentrazione
- irrequietezza
- respiro affannoso
- tachicardia
- tensione muscolare
Ci si sente come quando si è spaventati e si prova paura per la presenza di un pericolo ma si tratta, come spiegato, di uno stato momentaneo in risposta a stimoli fonte di stress e che si risolve con la scomparsa degli stessi.
L’ansia e il malessere psicologico
Quando l’ansia è eccessiva rispetto agli stimoli che la provocano o quando compare in assenza di un fattore scatenante riconoscibile, è un indicatore di malessere psicologico poiché interferisce con le capacità di adattamento alle circostanze di vita e con il ripristino dell’equilibrio interiore, ponendo la persona in uno stato di vulnerabilità.
Il Disturbo d’Ansia Generalizzata
Nel Disturbo d’Ansia Generalizzata la mente è sopraffatta da preoccupazioni inerenti circostanze quotidiane come responsabilità lavorative, questioni economiche, la propria salute e quella dei famigliari, disgrazie future che possono capitare ai propri cari oppure preoccupazioni eccessive per inezie come il dover svolgere le faccende domestiche o il doversi presentare ad un appuntamento.
Si tratta di preoccupazioni pervasive e angoscianti, la cui intensità, durata e frequenza sono eccessive rispetto alla reale probabilità o impatto dell’evento temuto e l’individuo ha difficoltà a controllarle e a impedire che interferiscano con l’attenzione ai compiti che sta svolgendo.
La disregolazione del sistema nervoso nell’ansia patologica
Questa attività mentale pervasiva è accompagnata da iperattivazione e disregolazione del sistema nervoso autonomo, quella grande area funzionale del sistema nervoso che, in concerto con il sistema respiratorio, il sistema cardiovascolare, il sistema endocrino e il sistema muscolare regola le funzioni vitali e involontarie dell’organismo, per garantirne la sopravvivenza.
L’iperattivazione del sistema nervoso autonomo provoca reazioni neurovegetative.
I sintomi del DAG
I sintomi caratteristici del disturbo d’ansia generalizzata sono:
- stato di allerta eccessivo
- preoccupazione pervasiva non controllabile
- overthinking
- difficoltà a concentrarsi
- vuoti di memoria
- iperventilazione
- dispnea (fame d’aria) e sensazione di soffocamento
- palpitazioni
- difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno, sonno inquieto e insoddisfacente
- facile affaticamento
- alto livello di irritabilità
- tremori
- vertigini e senso di sbandamento
- inappetenza
- nausea
- diarrea
- vampate di calore
- brividi
- nodo alla gola
- tensione muscolare (nervi a fior di pelle)
- contratture e dolori muscolari
Le cause dell’ansia
L’ansia transitoria è attivata da fattori di stress di natura variabile tra cui:
- prestazioni e performance
- il dover conseguire un obiettivo in un tempo definito
- dover coordinare più compiti
- incertezze
- pressioni lavorative
- esposizione al giudizio
- dover rispondere a richieste e aspettative altrui
- dover operare una scelta tra due opzioni opposte ma entrambe significative
Di solito, si è consapevoli dei motivi che provocano una reazione d’ansia, ma può accadere che ci si senta in ansia all’improvviso senza comprenderne le cause e che questo stato permanga indipendentemente dalla propria volontà, non potendo esercitare su di esso alcun controllo.
L’ansia inconscia, i trigger e il Disturbo da Stress Post-Traumatico.
L’ansia inconscia può scaturire da memorie di esperienze traumatiche dissociate dalla coscienza, che vengono riattivate da trigger ossia stimoli “neutri” che, per analogia, richiamano quei ricordi.
Il trigger possiede delle caratteristiche simili all’esperienza traumatica rimossa e queste possono essere di diversa natura: visiva, uditiva, olfattiva o può trattarsi di una dinamica relazionale o di un contesto ambientale.
Le caratteristiche analoghe a quelle del ricordo rimosso riattivano le reazioni emotive e somatiche originarie dell’evento generatore, senza che la persona ne sia consapevole.
Quando il trigger attiva la memoria dissociata, il corpo ricorda e reagisce con iperattivazione, il sistema nervoso si disregola dando avvio a reazioni neurovegetative, mentre la mente ignora le cause che determinano tali manifestazioni somatiche.
Per esempio, ad una donna di quarant’anni può accadere di essere assalita da uno stato d’ansia intollerabile ogni qualvolta che, rincasando all’ora del tramonto, debba percorrere un viale alberato e non riesca a darsi una spiegazione di tale fenomeno.
Questa persona ha rimosso dalla sua coscienza che, quando era una bambina piccola, ha avuto un incidente con la bicicletta in un viale alberato mentre tramontava.
Di un’esperienza traumatica, soprattutto quando è avvenuta in epoche precoci della vita, rimangono pochi ed esili ricordi coscienti e potentissimi ricordi inconsci, che ipersensibilizzano ad eventuali trigger, con reazioni di ansia intensa.
In questo caso parliamo di Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD) in cui il sistema nervoso è esposto a stress cronico e rimane bloccato nella modalità dell’allerta.
Le credenze inconsce
L’ansia può derivare anche da schemi cognitivi disfunzionali, appresi durante lo sviluppo, inerenti all’immagine di sé, per esempio “non sono capace come gli altri” oppure relativi al controllo di prospettive future catastrofiche come “sono destinato al fallimento”.
Questi schemi strutturano credenze inconsce disfunzionali che mantengono attiva la risposta ansiogena quando viene provocata da specifiche circostanze o trigger.
Le conseguenze dell’ansia patologica
Gli individui con un livello d’ansia eccessivo per intensità, durata e frequenza presentano una condizione di disagio soggettivo e compromissioni del funzionamento in ambito sociale, affettivo, lavorativo e in altri aspetti di vita importanti.
L’elevata e persistente preoccupazione e i sintomi neurovegetativi interferiscono con la capacità dell’individuo di svolgere compiti velocemente e in maniera efficiente, sia in casa sia sul posto di lavoro, con un’importante ricaduta sulla qualità della vita.
Diagnosi differenziale
Da quanto descritto, emerge che l’ansia è un fenomeno multiforme e questo diviene ancora più evidente se si considera che, in taluni casi, può essere il sintomo di un disturbo psicologico più severo del DAG e del PTSD. Si può, pertanto, riscontrare in un quadro clinico più complesso.
Ai fini diagnostici, è necessario distinguere il DAG e il PTSD da:
- Ansia Sociale
- vissuto di separazione dalle figure di attaccamento nel Disturbo d’Ansia di Separazione
- ossessioni nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo
- Ipocondria e Patofobia
- difetti percepiti nell’aspetto fisico nel Disturbo di Dismorfismo Corporeo
- elevata attivazione neurologica nei Disturbi Bipolari dell’Umore, in particolare nella Ciclotimia
- assunzione di droghe, alcol o farmaci
In alcuni casi, l’ansia può essere correlata ad una patologia fisica che riguardi il sistema respiratorio, il sistema cardiaco o la funzionalità tiroidea.
La terapia dell’ansia
La scelta della direzione terapeutica per la cura dell’ansia deve fondarsi su un’indagine diagnostica accurata e approfondita, che porti non solo a definire il disturbo ma anche a riconoscerne le cause e deve essere volta, in prima istanza, alla regolazione del sistema nervoso.
Numerose evidenze scientifiche conferiscono alla metodica psicoterapeutica EMDR un elevato standard di efficacia nella cura dei disturbi d’ansia.
Il modello EMDR incorpora l’attivazione di strategie e risorse per la regolazione del sistema nervoso e questo ne potenzia l’efficacia terapeutica.
Fonti
Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali DSM-5, Raffaello Cortina Editore, 2014
Joseph Ledoux “Il cervello emotivo. Alle origini delle emozioni”, edizioni Baldini Castoldi Dalai, 2003
Bessel Van der Kolk “Il corpo accusa il colpo”. Raffaello Cortina Editore, 2017