La pelle è l’organo che riveste il corpo, lo separa e lo protegge dal mondo esterno, ma non è una semplice superficie poiché ha una struttura complessa e stratificata, sede di un sistema neuroendocrino che permette di comunicare con l’ambiente di vita e di rivelare ciò che accade nel mondo interiore.

Possiede un suo linguaggio e se con le parole riusciamo a mentire, con la pelle non è possibile.

L’alfabeto della cute

Per comunicare, la cute utilizza un alfabeto semplice fatto di pochissimi sintomi e segni, chiamati lesioni elementari, che associati in diverse combinazioni prendono la forma della malattia dermatologica.

Papule, pustole, verruche e squame sono il risultato di stimoli esterni nocivi che hanno in qualche modo perturbato l’equilibrio preesistente e tali manifestazioni cutanee possono anche essere connesse alla dimensione emotiva.

Anatomia della pelle

Dal punto di vista anatomico, la pelle è costituita da diversi strati in cui si distinguono il sottocutaneo, composto di cellule adipose che consentono l’aderenza ai muscoli e alle ossa; il derma che è un tessuto connettivo, riccamente vascolarizzato e innervato, sede di funzioni metaboliche, termoregolatorie e sensoriali; l’epidermide che, essendo lo strato più superficiale direttamente connesso con il mondo esterno, è sede del tatto, il più esteso degli organi di senso, e del contatto.

L’epidermide, come un’antenna, riceve le informazioni che provengono dall’ambiente circostante, a cui è anche in grado di rispondere.

Sistema neurovegetativo cutaneo

Cute, mucose e annessi cutanei sono strutture riccamente innervate e riflessogene, le cui fibre nervose costituiscono il sistema neurovegetativo cutaneo, un’interfaccia tra il mondo esterno e il cervello. Si tratta di fibre nervose sensoriali in grado di recepire un’ampia gamma di informazioni dall’ambiente esterno come: temperatura, umidità, stimoli tattili, meccanici, pressori, dolorosi, radiazioni luminose e radiazioni elettromagnetiche, che provocano reazioni di vasocostrizione o vasodilatazione nel derma.

La cute è una fabbrica di ormoni

Le cellule del sistema nervoso cutaneo sono in grado di produrre neurotrasmettitori, neuropeptidi e citochine, che consentono di mettere in comunicazione la pelle con il resto del corpo e con il cervello.

Istamina, sostanza P, serotonina, adrenalina, cortisolo, dopamina, melatonina, prostaglandine, interleuchine, interferoni, fattori di crescita sono tutti messaggeri con funzioni sia sensoriali che di difesa, in grado di creare un incessante biofeedback con il cervello, che organizza le risposte biologiche riflesse richieste.

A livello di cute, di mucose, di unghie e di cuoio capelluto alcune di queste sostanze possono provocare risposte biologiche che vanno dal semplice prurito a un incremento della cheratogenesi in un soggetto psoriasico.

Allo stesso modo, le sostanze liberate nella pelle possono modulare la scomparsa di manifestazioni cutanee che hanno completato la loro funzione.

La pelle è un canale di comunicazione

Il sistema nervoso cutaneo sfugge alla coscienza ma recepisce gli stati emotivi e rende la pelle canale di comunicazione emotiva non verbale, su cui non si può esercitare alcun controllo volontario, come quando la pelle del viso arrossisce, per vasodilatazione, e svela la vergogna che si vorrebbe ad ogni costo nascondere o il pallore e la pelle d’oca, per vasocostrizione, che manifestano l’emozione della paura o l’iperidrosi nei momenti di maggior tensione emotiva.

Risposte riflesse della pelle al pericolo e all’emergenza

La cute protegge dagli agenti esterni come punture di insetti, ortiche e meduse liberando istamina e leucotrieni, in grado di provocare a livello locale reazioni istantanee di rossore, gonfiore e prurito, che segnalano una situazione di allarme.

Queste risposte cutanee sono meccanismi riflessi, modulati da mediatori chimici coinvolti nella risposta di stress.

Di esse rimane una traccia mnemonica affinché, quando si ripresenta lo stesso stimolo nocivo, la risposta di allarme biologico sia quanto più rapida possibile nell’attivare la cascata di mediatori chimici di emergenza come istamina, prostaglandine, sostanza P etc. Queste sostanze creano segni e sintomi dermatologici manifesti.

Si tratta di un meccanismo biologico elementare locale di risposta di stress e di difesa, che non coinvolge il cervello.

La pelle e gli ormoni dello stress

Nelle cute circolano il CRH e l’ACTH, gli stessi ormoni che il cervello produce per dare avvio alla risposta di stress.

Cheratinociti, sebociti, melanociti, fibroblasti hanno recettori per gli ormoni dello stress come adrenalina e cortisolo, quindi recepiscono il pericolo e gli stati di emergenza e vi rispondono provocando le lesioni cutanee elementari, che altro non sono che automatismi difensivi della cute, risposte temporanee di adattamento del corpo.

Inoltre, la cute è uno dei principali organi emuntori del corpo umano ed espelle le tossine attraverso la traspirazione, processo che può intensificarsi in condizioni di stress.

La pelle e il dolore emotivo rimosso

Le esperienze dolorose o altamente stressogene e traumatiche possono essere, in via difensiva e in modalità automatica, rimosse dalla coscienza e apparentemente dimenticate, ma il corpo non le cancella e può dare a queste memorie una configurazione somatica.

La cute, con la sua sofisticata ingegneria neuroendocrina, diviene spesso sede di questo processo psicosomatico.

Ad esempio, dermatiti, psoriasi o vitiligine possono insorgere in seguito a un lutto doloroso e non elaborato o ad un’aggressione o un forte spavento.

Dermatiti ad andamento cronico-recidivante resistenti alle terapie mediche possono essere lette come manifestazioni di un malessere celato o negato.

Ed è così che la pelle, organo di contatto con il mondo esterno, rende manifesto quel dolore che la stessa coscienza nasconde a sé stessa.

La dermatite da stress

Nell’ampia categoria della dermatite da stress, molto comune, possono rientrare diverse manifestazioni dermatologiche come: dermatite seborroica, orticaria spontanea, alopecia areata, alopecia psicogena, pitiriasi rosea, iperidrosi, acne escoriata, afte, eritema polimorfo, psoriasi e cosi via.

Si tratta di condizioni dermatologiche che potrebbero essere influenzate dalla componente emotiva e che sembrano insorgere o peggiorare nei periodi di maggiore stress, dovuto a fattori che perturbano l’equilibrio del sistema bio-somato-psichico.

Un tentativo di ripristinare l’equilibrio

La dermopatia diviene, pertanto, un tentativo che il sistema mette in atto per ripristinare l’equilibrio perso e per segnalare un malessere che non si vuole riconoscere ed ascoltare.

La cura delle cause del disagio o del dolore emotivo da cui ha avuto origine il processo psicosomatico, come tentativo di risoluzione dell’equilibrio perturbato, può giovare alla remissione del sintomo cutaneo.

E’ necessario puntualizzare che, molte manifestazioni cutanee sono risposte riflesse che non riguardano affatto la sfera emozionale, come nel caso di un eritema da esposizione solare, ma quando invece le turbolenze esistenziali hanno un importante impatto emotivo, il sistema neuroendocrino cutaneo può essere coinvolto con le conseguenze sopra descritte.

La cute come valvola di sfogo

Può accadere che la pelle e gli annessi cutanei vengano utilizzati in modalità compulsiva come valvola di sfogo e questo diviene causa di manifestazioni vistose e imbarazzante come l’onicofagia, il rosicchiarsi frequentemente le unghie e la pelle che le circonda, che può sfociare in perionissi; la tricotillomania, il tirarsi ciocche di capelli, che può provocare alopecia; il leccamento cronico delle labbra può determinare la dermatite periorale; il lavaggio frequente delle mani può essere causa di eczema.

La pelle è un organo PNEI

Le incessanti interazioni del suo sistema neuroendocrino con il suo sistema immunitario e il suo coinvolgimento nei processi psichici rendono la pelle un organo psiconeuroendocrinoimmunitario; e questo consente di riconoscere il ruolo che la psiche gioca nella salute della cute.

La psicoterapia può essere di grande aiuto sia nell’indagine della patogenesi delle dermopatie che nella cura, coadiuvando l’intervento medico e potenziandone gli effetti terapeutici.

Fonti

Antonio del Sorbio Ascoltando la pelle. Il dermatologo risponde. Gruppo Editoriale Macro, 2022

F. Bottaccioli, A.G. Bottacioli Fondamenti di psiconeuroendocrinoimmunologia. Ed RED, 2022